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lunedì 29 marzo 2010

30

crema mou con la pentola a pressione



per due barattoli di crema ( quelli di marmellata da 400 gr.)
un litro di latte
330 gr zucchero semolato

in una pentola d'acciaio inox, dai bordi alti e di buon spessore, faccio sobbollire per un'ora e passa ( finchè si riduce ad un terzo circa) il latte con lo zucchero.

se vi fermate qui avrete un ottimo latte condensato home-made.

invaso il liquido di un bel color paglierino in due barattoli da marmellata con la chiusura a capsula.
intanto che invasate, ricordate di mettere un cucchiaino di metallo nel barattolo: eviterete che lo sbalzo di temperatura possa crepare il vetro. levatelo alla fine dell' operazione d'invasamento.
tappati i barattoli, poi li metto in pentola a pressione, avvolti in canovacci da cucina.
riempio la pentola d'acqua calda fin sotto al bordo dei barattoli, quindi la porto in pressione e faccio cuocere per 45 minuti dall'inizio del fischio, sul fornello più piccolo con gas a minimo.
lascio raffreddare i barattoli nell'acqua, quindi li apro, e assaggio.
questa crema si usa nelle farce delle torte, addizionata a panna montata, ricotta, mascarpone, formaggio spalmabile tipo philadelphia, e quant'altro vi suggerisca la vostra fantasia.
io l'ho messa dentro i tortelli dolci ( o raviole).
si conserva a lungo in frigo.
sempre che resistiate al primo cucchiaino....

p.s. ho fatto due calcoli... 221 calorie per 100 gr di mou ( meno di una panna cotta).
l'importante è non farsi fuori l'intero barattolo tutto d'un colpo ;)


p.p.s. - leggo che siete in tante a temere la pentola a pressione, sono stupita!

prima di tutto le nuove pentole hanno 3 valvole di sicurezza di cui una in gomma, che fa uscire il vapore dalla pentola in sicurezza in caso di pressione eccessiva: non può proprio scoppiare.

secondo, la pentola a pressione consente di risparmiare tempo, fatica e gas. altro che anni 70: questo è il periodo giusto per rispolverarla o deciderne l'acquisto( compratela pure economica, non cambierà la resa, credetemi ;) )

inoltre vi ritroverete a poter cucinare in casa tante preparazioni che per problemi di tempo riservate ai giorni di festa, oppure acquistate già pronte.
un esempio su tutti: potrete gettare via una volta per tutte il mefitico dado per brodo, pieno di glutammato, e che la carne l'ha vista solo in foto, e pure da lontano!
con la pentola a pressione basta mezz'ora per preparare un eccellente brodo di carne, e una decina di minuti per quello vegetale, per non parlare di legumi e carni.

e non dimenticate la mou... :D

meditate, gente, meditate!

sabato 19 settembre 2009

9

fregula: i grattini all'uovo (ovvero, come sfruttare il calore del forno dopo aver sfornato il pane)




ieri ho cotto nel forno a legna prima l'arrosto di carne e poi il pane.
sfornato il pane, il forno era ancora caldissimo.
non avevo voglia di mettermi a impastare al volo un dolce, non avevo preparato alcuna focaccia ma quel forno caldo urlava"sprecona" alla mia anima ecologista ( o al braccino corto? mah...)
;-)
dopo aver tentato inutilmente di resistere al senso di colpa, mi si è accesa una lampadina.
ho rispolverato la ricetta dei grattini all'uovo preparati col robot, della mitica
marble su cookaround. grattini che in terra di sardegna si chiamano fregula.
ricetta mega-mandrona e quindi pensata, si può dire, per me :-)
detto fatto, in meno di una manciata di minuti ecco pronta la pastina all'uovo per le minestrine della mia famiglia, da infornare per farla asciugare bene ( in sardo si dice turrai, tostare) e poterla conservare.


dosi: per ogni 100 gr di farina o semola : un uovo, un pizzico di sale.
mettere nella tazza del robot tutta la farina ( o semola) e il sale.

azionare il robot e mettere le uova sbattute leggermente con la forchetta. azionare finchè non si vedranno formare i grattini, in pochissino tempo. se la massa si dovesse aggregare eccessivamente aggiungere una spolverata di farina e tritare ancora un po'.

distribuire ora i grattini su un canovaccio e sgranarli ancora con le dita.

a quel punto si possono lasciare qualche ora ad asciugare sul canovaccio e si consumeranno in giornata, cotti qualche minuto nel brodo.
se invece si vogliono conservare è sufficiente disporli in una teglia ampia in strato sottile, infornarli a forno tiepido (spento, ma ancora caldo dopo aver cotto qualcos'altro ) finchè saranno asciugati molto bene. per una perfetta asciugatura, tirateli fuori dal forno ogni tanto, sgranateli con le dita e rigirateli.

fateli raffreddare ed eccoli pronti per finire in credenza, dentro un bel barattolo di vetro ben chiuso, dove dureranno mesi.


beh... dipende da quanto vi piacciono ;-)


la mia coscienza ( ma anche la mia dispensa) è ora molto più a posto ;-))))



p.s. naturalmente, come la mia nonnina centenaria mi ha insegnato, sono perfettamente in grado di produrre anche manualmente la fregula nella scivedda, il largo recipiente in terracotta dai bordi bassi, in cui si lavora la semola girandola e rigirandola ad libitum... roba che ti ritrovi coi bicipiti di rocky :-O

martedì 1 settembre 2009

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aroma per dolci: scorze di agrumi fresche tritate, pronte tutto l'anno




dopo l'aroma naturale all'arancia fatto in casa con le scorze secche, ecco come preparare le scorze fresche tritate di agrumi sotto zucchero, in modo da averle sempre a disposizione per le preparazioni dolci di tutto l'anno.


dopo aver lavato e asciugato accuratamente gli agrumi biologici, pazientemente grattugiarne la scorza. ora prendere un piccolo barattolo in vetro con chiusura a capsula e disporre sul fondo un primo strato di zucchero semolato, quindi uno strato di scorza tritata ( all'incirca mezzo cm) e pressare bene.
quindi proseguire alternando lo zucchero alla scorza, fino al riempimento di tutto il barattolo.
terminare con un ultimo strato un po' più spesso di zucchero, chiudere accuratamente, e conservare in frigorifero.


dopo qualche giorno gli olii essenziali contenuti nelle scorze impregneranno lo zucchero, che assumerà il colore delle scorze, oltrechè il profumo e il sapore, e potrà essere usato esattamente come la scorza appena grattugiata.


anche questa preparazione durerà da un inverno a quello successivo, essendo lo zucchero un conservante naturale.
e non vi ritroverete più a cercare disperatamente un limone per aromatizzare una crema o una torta all'ultimo minuto.


domenica 30 agosto 2009

6

aroma naturale per dolci all'arancia, fatto in casa con le scorze secche



questa non è bottarga grattugiata ma un profumatissimo e saporitissimo aroma per dolci, che è possibile ottenere pressochè gratis con le scorze delle arance biologiche. e tutto senza coloranti o conservanti.

cominciate col conservare le scorze delle arance ( lavatele e asciugatele accuratamente prima di sbucciarle) e fatele seccare vicino a una fonte di calore.

vi dico come faceva mia nonna, cosa che faccio anch'io: sbucciava l'arancia tagliando la scorza a spirale, parte bianca compresa (magari non la levava via proprio tutta, gli spicchi andavano ancora ripuliti prima di mangiarli), in modo da ottenere dei riccioli di scorza, che venivano appesi a seccare alla maniglia del forno in funzione oppure davanti al caminetto acceso.

nelle nostre case riscaldate è sufficiente tenerle qualche tempo in una ciotolina vicino al termosifone, o in forno ancora tiepido, ma spento, dopo l'uso, oppure tenetele davanti al caminetto o una stufa in funzione).

alla fine dovranno risultare talmente secche da spezzarsi con le dita, pena l'inesorabile muffa.
allora fatele a pezzi e polverizzatele con un macinino per caffè, col bimby, o il multimill del ken. deve risultare una polvere finissima, che si conserva per anni nei barattoli di vetro con tappo a capsula o ermetico.

naturalmente lo stesso procedimento si può adottare anche per le scorze di limoni, mandarini, cedri e altri agrumi.

basterà una punta di cucchiaino di questa polvere, molto usata nella preparazione dei dolci sardi, per aromatizzare un'intera torta.

mercoledì 12 agosto 2009

0

arance candite veloci a pezzettoni






















queste arance si usano per la preparazione del pan'e saba (pan di sapa), dolce tipico sardo.
anche se io le utilizzo pure nelle torte e nei muffins al cioccolato.

occorrente per circa 3 barattoli:

2 kg di arance biologiche
1 kg zucchero,
0,75 l. acqua

tagliare le arance, pulite dai semi ma con tutta la buccia, in tocchetti di circa 2 cm.
metterle in una pentola inox dal buon fondo spesso, insieme all'acqua e allo zucchero e portare ad ebollizione mescolando di tanto in tanto.
far cuocere fino a ridurre il volume della metà.
invasare in barattoli di vetro e conservare in frigo, una volta freddati.
certo che lo so che siamo ad agosto, e che le arance....bla bla bla... ma così cominciate ad organizzarvi, no? ;-)





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